venerdì, 08 agosto 2008

Il ritorno del Papabanner

E' TORNATO



Bene, scusate per tutto il tempo che vi ho fatto attendere (oh, anche io vado al mare!). E' on-line la nuova casa del Papabanner:

http://papabanner.wordpress.com/

Potete riprendervi il vostro beneamato bannerino e dimostrare che non è così facile farci stare zitti. Per ora ci sono ancora i due vecchi, ma tenete d'occhio il nuovo sito, presenterò un concorso per i nuovi banner e per un header simpatico per la nuova casa del Papabanner.

Mi raccomando leggete bene le istruzioni sul nuovo sito.

Ancora grazie a tutti per il supporto.

Rizar alle ore 10:23

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domenica, 27 luglio 2008

La situazione Papabanner

Ho letto tutti i 184 commenti. Grazie, anche perché sono quasi tutti di solidarietà, a parte 4. Grazie per il passaparola e le segnalazioni. Vorrei mettere in chiaro solo alcune cose però.

Non chiedetemi di prendermela con il web hosting. Era uno spazio pubblico datomi dalla mia Università, e quindi è normale che, sentendosi coinvolti in qualche modo, hanno deciso di bloccare il tutto. Sono stati un po’ vigliacchetti, visto che non hanno aspettato che un giudice si pronunciasse, ma non gliene faccio una colpa. Ho sbagliato a metterlo lì ma, a mia discolpa, due anni fa non avevo idea che avrebbe avuto successo né tantomeno che mi arrivassero delle minacce di denuncia. In più non è assolutamente calunnioso o diffamatorio. Ma quel che è fatto è fatto, lo sposterò altrove, su uno spazio privato. Non ditemi di prendermela col web hosting, vi prego. Il problema sta a monte: da chi minaccia a chi, la polizia postale, si muove in maniera del tutto ufficiosa solo per via di una “pressione”.

Vi chiedo inoltre di abbassare i toni. Espressioni come “vaticano in fiamme” non portano acqua al nostro mulino. Ci inquadrano in una posizione ideologica facilmente attaccabile. Io non voglio questo. Ho le mie idee sulla Chiesa e la religione, ma QUESTA battaglia, quella del Papabanner, è eminentemente una battaglia per la libertà d’espressione. Non mischiamo le cose. Io non sono responsabile dei commenti e non li voglio moderare, quindi non peggiorate la mia situazione, grazie.

Mi sto organizzando per aprire una nuova pagina dedicata solo ai banner. Sto pensando di usare Wordpress: è inutile comprare dominio e hosting per uno spazio così piccolo. D’altronde deve solo ospitare dei bannerini. Vi terrò informati.

I commenti contrari confermano il solito trend ottuso-accusatorio (quando non offensivo), che ha caratterizzato gli oppositori del banner fin dagli inizi. Ecco i 4 discordi sui 184 commenti:

 1) “Quello che è scritto nel banner E' FALSO!
Benedetto XVI non ha mai dichiarato nulla di tutto ciò.”
Anima candida. Come se tutto quello che si dicesse dovesse essere vero per forza. La satira (ma senza essere pretenziosi, anche il semplice sfottò) è fatta di iperboli, storpiature, forzature. Io non ho mai asserito che quella fosse una frase vera. Il significato era ampiamente spiegato. L’interpretazione letterale è una forzatura fatta in mala fede. Ahhh... ma cosa  lo spiego a fare?

 2) “Anche io manifesto la mia libertà di espressione: e dico che siete voi i primi censuratori... siete voi che dite sempre che la chiesa non deve parlare delle cose di cui voi non siete d'accordo
Derya”
Ridicolo. Dire che qualcuno non dovrebbe parlare senza avere i mezzi per dare seguito all’affermazione non è censura. Mentre la Chiesa lo dice e lo sa anche mettere in pratica (o ha chi lo fa prontamente per suo conto). Dare a noi dei censuratori è semplicemente idiota. Tant’è che nemmeno vogliamo che la Chiesa stia zitta. Ci basta il diritto di criticarla come critichiamo qualunque altra cosa. Ma già questo lo si vede come un vilipendio. Invece è libertà di espressione.


3) “Quando avrai il coraggio di pubblicare dei banner contro i regimi totalitari buoni come Cuba, Cina, Iran, con tanto di pena di morte annessa, ti farò i complimenti.E' facile fare i galletti qui.Però non farti ospitare da server Americani, anche loro sono dalla parte dei cattivi.”
Argomento capzioso. Secondo questo tizio non si può criticare qualcosa se c’è qualcosa di peggio al mondo. Ma chi stabilisce la gerarchia? E’ peggio la Cina o il Nord Corea? E se decidiamo che è peggio la Corea, allora non possiamo parlare male della Cina senza prima aver criticato la Corea? E’ chiaro che così non si può più parlare di nulla.
Secondo: evidentemente non è così facile fare i galletti nemmeno qua, visto le minacce che ti fioccano addosso.


4) “Ho letto questa serie di commenti e, a parte le lucide analisi di Giacomob,le cagate sono ormai dappertutto, (come l'immondizia di Napoli)...
1. BXVI e' un uomo pubblico, si, e come tale non si dovrebbe dire "il papa (minuscolo, mi raccomando...)condanna questo blog" semplicemente perche' non e' vero...Altrimenti basterebbe mettere una foto hard e dire che il Burbero (oramai personaggio pubblico) fa le stesse cose--> Sarebbe satira? se si siamo proprio alla frutta...
2. Ogni volta che si parla del Papa si parla, con grande coraggio, dei preti pedofili...peccato che siano pochi(10?100?) rispetto ai tantissimi che, se non ci mettiamo il paraocchi, vediamo lavorare coi giovani, negli oratori, nelle scuole (basterebbe pensare dove sono stati i ragazzi da quando sono finite le scuole...). Ma tant'e', fa sempre + rumore un albero che cade che una foresta che cresce...per fortuna che questi alberi crescono da + di 2000 anni...nonostante banner del menga...Coraggio, fra 50 anni sara' tutto finito
P.S. Poi vorrei conoscerle "le pressioni ecclesiastiche" di questo VatiKano... Pagine e pagine di vomitanti insulti derivanti da qualcuno che ha detto che qualcun altro (non precisato) gli ha chiesto di intervenire .. Cosa hanno minacciato? che non danno piu' l'assoluzione al Burbero?... Fate ridere, questa si che e' satira”
Questo è talmente puerile che non vale nemmeno la pena di commentarlo. Ovviamente non esiste che degli uomini pubblici si debbano dire solo cose vere, se no non esisterebbe la satira. Ma questo è pacifico.Tra l’altro in materia di diffamazione la legge italiana fa chiaramente distinzione tra uomini pubblici e non, specificando che è chiaro che essi hanno rinunciato ad una parte di protezione per via del loro ingresso nello spazio pubblico. Poi, il confronto con me e la foto hard non si regge affatto. A parte che non sono un uomo pubblico, non ho suggerito (anche se ironicamente) una cosa che la Chiesa non fa mai: non fanno altro che condannare libri (“non leggete Harry Potter”), film, giornali, interventi…Io mi sono solo, provocatoriamente, aggiunto alla lista. Mentre non puoi dire che faccio film hard, perché questa è pura diffamazione, senza alcun intento satirico. E’ solo un’offesa basata su un fatto che non sussite.
I preti pedofili li lascerei stare. E’ vero che non si può condannare la Chiesa per il comportamento dei singoli preti, ma forse ci si potrebbe interrogare sulle cause di una deviazione così stranamente frequente (ad esempio: la castità e il celibato sono davvero necessari ad un prete?). Ad ogni modo il problema è che certe cose le dovrebbero combattere anche loro dall’interno, invece di cercare di nasconderle come hanno fatto, il buon Ratzinger in testa. Il problema poi non è quello del numero dei preti pedofili ma del numero delle vittime. Cento pedofili non vuol dire cento vittime, ma molte di più.
Il p.s. poi non so come interpretarlo. Davvero non ha capito dopo una settimana che non parlo d’altro? Cos’hanno minacciato?Di DENUNCIARMI PER DIFFAMAZIONE. Una cosa maledettamente più concreta dell’assoluzione. E’ chiaro adesso?

Rizar alle ore 12:49

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giovedì, 17 luglio 2008

Denuncia per il Papabanner

Oggi mi è successa una cosa strana, che mai mi sarei aspettato. Sono stato denunciato per il Papabanner e, come forse alcuni si sono accorti, esso è sparito da tutti i siti. E stavolta non per un server down qualche ora.
Ecco la storia, in forte ritardo vista la mia poco frequente comparsa su internet. Ringrazio  il buon Marco per essersi subito indignato e aver sparso la voce  (103  punti su OkNotizie non è male).

I DATI DI FATTO: da poco più di due anni faceva bella mostra di sè su questo blog un piccolo banner che avevo chiamato "Papabanner". L'avevo messo a disposizione di chiunque volesse copiarlo anche nel proprio sito, attraverso il codice html. Più di 500 siti da quel momento hanno sposato la mia modesta iniziativa, nata un po' per gioco.
Il banner rappresentava Ratzinger (una foto originale, non manipolata), con una scritta che diceva "Il Papa condanna questo blog" o, in un'altra versione, "Sito scomunicato".
I motivi di questo banner li spiegai in questa pagina. Mi sembra chiaro, a parte il tono ironico, il significato: il banner etichetta in modo goliardico il sito come un luogo in cui si esprimono opinioni (filosofiche, politiche, chiamatele come volete) DIFFORMI da quelle della Chiesa Cattolica (si parla quindi di semplice diritto di critica). Le posizioni della Chiesa sono rappresentate dal Papa, suo principale rappresentante, solo per sineddoche, non si tratta di un attacco personale.
Il tono goliardico è dato dalle frasi.  E' ovvio, che non si tratta di frasi da me falsamente attribuite al Papa col malizioso intento di spacciarle per vere ai poveri gonzi là fuori, nessun sano di mente credo arriverebbe a pensare questo. La ragione viene dai metodi da crociata (per non dire da inquisizione) con cui molti esponenti della Chiesa, come Bertone o Bagnasco, stigmatizzano senza mezzi termini ciò che non li compiace, dando delle assassine alle donne che abortiscono solo per dirne una delle più infami. Mi pareva simpatico autoscomunicarmi per il mio ateismo filosofico e il mio laicismo politico, e così inserirmi idealmente tra le persone invise alla Chiesa.

Insomma, per farla breve, questo Papabanner non voleva offendere nessuno e, anche sforzandosi, non credo si possa attribuirgli più significati di quelli esposti (che tra l'altro erano già ben spiegati a suo tempo nell'apposita pagina): diritto di critica e un po' di ironia. Se uno invece è d'accordo col Papa, perfetto, che non si prenda il banner, non c'è bisogno di insultarmi come molti hanno fatto, attaccandomi personalmente, offendendo me e i miei congiunti. Dei veri cristiani!

Per farla ancora più breve, qualcuno mi ha denunciato per questo. E il Papabanner è sparito.

I FATTI NON ACCERTATI: Non so bene cosa sia successo. Quello che so è che oggi mi ha chiamato una persona che si occupa della gestione dell'hosting su cui si trovava il banner, dicendomi che la polizia li aveva contattati, parlando di una denuncia, e che mi avevano bloccato lo spazio web, oscurando perciò il banner. Lì per lì sono rimasto basito, non sono riuscito a fare una serie di domande che mi si sono accavallate nella mente solo dopo, l'unica cosa di cui sono riuscito a discutere era che reato mi si contestava, dato che ci vuole del buono per cavare un insulto dal banner, figuriamoci un reato. Il tizio è stato comprensivo "eh, guardi, in effetti anche per me...".
Ciò che ora mi chiedo è: è la polizia che ha chiesto all'hosting di  bloccarmi? Non mi pare probabile. Quello che mi pare più probabile è che la polizia li abbia contattati, avvisandoli del fatto che c'era una denuncia a carico di uno che usava quello spazio e, tra il vedere e il non vedere, abbiano deciso di bloccarmi per evitare di passare eventuali casini. I cagasotto. Ma questa fantomatica denuncia non è arrivata a me, la polizia non si è ancora fatta sentire, quindi suppongo e spero che vi si siano fatti una risata su e l'abbiano scaricata nel cesso.
Dubito infatti che la cosa avrà seguito, almeno da parte della polizia, mi sembrerebbe strano. Se fosse così semplice sbarazzarsi dei siti che non ci piacciono saremmo tutti lì a denunciare il sito che insulta Berlusconi, Prodi, Veltroni, Bush (e per ognuno di questi ce n'è a pacchi, anche di pesantissimi) o qualunque capo di stato ci stia simpatico, ottenendone immediatamente l'oscuramento. Ricordo che ci sono fior di siti che danno del nazista a Ratzinger! Perchè non denunciare quelli?
Ad ogni modo che ci siano dei mitomani che non hanno altro da fare se non denunciare chi non gli piace, mi pare piuttosto grave. Mi piacerebbe molto sapere nome e cognome, ma non credo che la polizia me li darà.

L'IMMEDIATO FUTURO: Domani mattina cercherò di chiamare la Polizia Postale e nuovamente quelli dell'hosting per capire di più della situazione.

Ad ogni modo il Papabanner risorgerà. Penso che lo sposterò su un sito oltreoceano, gli darò una pagina dedicata al di fuori del blog e manderò una mail a tutti quelli che lo avevano, per segnalargli il nuovo banner. Ho in mente anche alcune altre cosette, come un contest di grafica per creare i nuovi Papabanner e altro.

Grazie a tutti quelli che hanno supportato il Papabanner, non abbandonatelo, risorgerà dalle sue ceneri!

Rizar alle ore 21:55

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lunedì, 21 gennaio 2008

Le ragioni dei laici

Torno, purtroppo, sull'argomento "Papa censurato alla Sapienza", perchè come volevasi dimostrare la censura  di questi laici fondamentalisti ha colpito ancora: sul sito di Repubblica, le esternazioni anti-aborto della CEI hanno guadagnato la testa della pagina. Strano perchè di solito le affermazioni della Chiesa non vengono mai messe in risalto dai media italiani.
Il fatto che certe sentenze medievali, vengano scagliate a mani basse dai pulpiti e amplificate a dismisura da giornali tv è il vero segno della regressione culturale a cui siamo ormai da tempo assuefatti.

Si sta verificando un rinverdimento delle posizioni antiabortiste, su più fronti, non ultima la vergognosa proposta di Giuliano Ferrara, sulla moratoria per l'aborto. L'ipocrisia insita nell'asserire che la vita è sacra e contemporaneamente che la guerra è giusta mi sembra tanto evidente quanto paradossale. Quindi la vita degli embrioni è sacra, invece quella degli uomini no.

Voglio riportare quindi uno stralcio di un bellissimo intervento di Paolo Flores D'Arcais, "le ragioni dei laici" (pubblicato sulla Repubblica di Giovedì 17):

"Un Papa e una Chiesa gerarchica che si stanno segnalando per a) un attacco sempre più sistematico al darwinismo (la cui scientificità non sarebbe accertata, vedi volume Ratzingeriano appena uscito in Germania) e b) un attacco di inaudita violenza alle donne che abortiscono, la cui scelta viene equiparata esplicitamente all'omicidio.
Campagna, quest'ultima, sulla cui gravità e relative implicazioni mi sembra che non ci si indigni abbastanza (o addirittura affatto). Eppure se qualcuno accusasse il cardinal Ruini di essere un ladro e il cardinal Bertone di essere un assassino sarebbe tutto uno stracciarsi di vesti (e fioccherebbero querele). perchè i prelati della Chiesa gerarchica e il loro sommo pontefice possono invece impunemente accusare tutte quelle donne del più grave dei reati del codice penale, di essere delle assassine? Se ricordassero loro che sono in peccato mortale, e che rischiano le pene dell'inferno, nulla da ridire. Ma accusarle di essere "assassine" questo è ignobile e inammissibile, oltretutto da parte di chi, volendo impedire l'uso del preservativo contro l'AIDS, è corresponsabile della morte di migliaia e migliaia di persone solo in Africa (persone, non embrioni)"

Se fossi una donna querelerei il Papa. Anzi, bisognerebbe che tutte le donne che se la sentono facessero una causa comune contro la Chiesa per diffamazione.

Invece continuiamo a farci scivolare addosso tutto.

Rizar alle ore 17:24

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mercoledì, 16 gennaio 2008

A proposito del Papa e della Sapienza

Come volevasi dimostrare le reazioni ci sono state e parecchie. Il Papa ha declinato l'invito. Molti si sono detti sorpresi, io no, e chiarirò il perchè. Comunque sia trovo terribile la levata di scudi in favore del pontefice, non solo da parte delle peggiori pezze da piedi, da cui non ci si poteva aspettare diversamente, ma persino da insospettabili. Ancora più grave forse è il silenzio di quelli che magari qualcosa di buono avrebbero detto, ma che si sono guardati bene dal farlo (Diliberto, per dirne uno). La mia speranza è che siano i telegiornali a non avergli dato la parola.


Mi alzo stamattina e leggo l'editoriale di Ezio Mauro: "Un'idea malata".  Quella di invitare il Papa alla sapienza? Certo che no, il male sta nei contestatori. Perfetto. Leggo e rabbrividisco: le stesse argomentazioni capziose dei più beceri esponenti della Casa delle Libertà e dei più bigotti del PD. Meglio chiarire bene questo punto allora. L'argomentazione principe è quella della libertà di parola, non si può imbavagliare il Papa. I più viscidi citano (male) Voltaire: "combatto la tua idea ma sono disposto a morire per difenderla", versione Tremonti. Non si può chiedere al buon Giulio di citare a dovere, nè fargli presente di aver coniato un bell' ossimoro. Ma Voltaire era disposto a morire per difendere il diritto a parlare, non per difendere le idee che non condivideva. Soprassediamo. Ma questo argomento viene ripreso un po' da tutti, Mauro compreso. E' vergognoso che anche gente di cultura si faccia trascinare così.
Ora, primo: nessuno ha imbavagliato il Papa. Benedetto XVI era libero di accettare l'invito e di presenziare alla Sapienza. Avrebbe subito un po' di contestazioni come le subiscono tutti quegli studiosi che fanno anche dell'ideologia, non c'è nulla di male. Ma le preoccupazioni per la sua incolumità sono semplicemente ridicole, nonchè artefatte. Non c'era il minimo accenno ad una possibile risposta violenta dei civilissimi studenti di Roma, che hanno manifestato in modo ineccepibile. Chi sostiene il contrario vuole solo sollevare del fumo. Il Papa parla dal suo pulpito ogni domenica e gli si da la parola per ogni intervento che fa in tutti i telegiornali, persino quelli contro le donne (e nessuno ha mai nulla da obiettare). Quindi dire che lo si censura è ridicolo. Smettiamola che facciamo ridere i polli.
Secondo. C'è un altro appunto che fanno questi indignati voltairiani: come mai questi seri scienziati fanno di tutto per evitare un costruttivo dialogo col Papa? Eppure è questo che fanno la scienza e la cultura,  dialogano. Peccato che si siano come dimenticati che quello che non dialoga è proprio il Papa. "Verità rivelata e universale", "Cristo come unica certezza", "relativismo come il peggiore dei mali del mondo"? Si mettono il prosciutto sugli occhi nel momento giusto. Persino Mauro si abbassa a questo livello, parlando di disfacimento della cultura in Italia. L'ingenuo Mauro si rammarica pure che il Papa non abbia coraggiosamente accettato lo stesso l'invito: "Perché non cogliere l'occasione di trasformare finalmente la seriosa noiosità delle inaugurazioni in una vera esperienza di comunicazione, di discussione, di parola libera e liberatrice in cui ciascuno si mette davvero in gioco abbandonando l'ingessata sicurezza della parola solenne e senza interlocutori?". Te lo spiego io Ezio (come se già non lo sapessi): perchè non c'è dialogo con chi impone dei dogmi, con chi ti dice "parlate parlate e discutete, tanto è solo aria fritta e la verità è la mia". Il Papa che si mette in gioco? Suvvia, non siamo così stupidini eh.

Il Papa non si mette in gioco, ecco spiegato la "sconcertante" rinuncia. Un uomo che espone la Verità non può essere minimamente contestato, ecco dove starebbe il danno d'immagine che persino il Vaticano ammette (ovviamente non in questi termini). Ecco spiegato perchè gli scienziati, quelli veri, non lo vogliono sentire pronunciare dei dictat in casa loro. Chi parla di dialogo mancato è in malafede.
Ad ogni modo, il Papa permetterebbe ad uno scienziato di salire in cattedra e parlare di darwinismo, evoluzionismo e del tanto odiato relativismo in casa sua, al Vaticano? No, e allora punto.

Il Papa si salva sempre in qualche modo: quello non si poteva toccare perchè era il "Papa buono", questo perchè è il "Papa colto". Questo è l'argomento dei più laidi: quei pò pò di scienziati hanno paura di confrontarsi con Ratzinger che è anche lui un professorone. Su questo non mi va nemmeno di argomentare. Vorrei solo far notare che gli scienziati si confrontano con scienziati, non con teologi; le due cose devono restare distinte e parallele e non incrociarsi mai. Lo statuto scientifico della teologia (a meno che non parliamo di Storia delle religioni, ma è ben diverso) non è molto lontano da quello dell'astrologia, ma nessuno si sogna di accostarle. Ma d'altronde, in un paese in cui i tg fanno dei servizi in cui si dice: "gli italiani sono schiavi di astrologi e cartomanti, ma come fare a distinguere i professionisti dai ciarlatani?" (sentito intorno a Natale di quest'anno). Quindi i cartomanti professionisti non sono dei ciarlatani; in base a quale assunto? Che i professionisti ci credono mentre i ciarlatani sanno che ti stanno fregando? Preferisco i ciarlatani a questo punto.

Mi piace essere prolisso, ma semplicemente perchè sono uno senza talento. Se avessi del talento liquiderei il tutto con la classe di Maurizio Crozza (che invece sono costretto a citare), in una frase lapidaria:

"Perchè parlare alla Sapienza, quando parlando all'ignoranza fai più bella figura?"

E bona lè.

P.S. Ho preso Ezio Mauro come esempio, ma il peggio come sempre ci viene proposto dai telegiornali. Ieri mi sono guardato Tg1, Tg2 e Tg5 (non ce l'ho fatta col Tg3, gli altri due nemmeno li considero). E' stato umiliante. Non c'è stato un servizio che fosse uno che spiegasse le ragioni dei contestatori, giusto qualche domanda ad un paio di studenti che argomentavano come potevano, e dall'altra parte la parola ai più navigati stronzoni tra politici e grandi firme del giornalismo (Ferrara in testa, e poi giù con la feccia peggiore). Facile così, nessuno ha pensato di intervistare uno dei 67 professori firmatari dell'appello. Chi ha paura di chi?

P.P.S. Sono appena tornato sul sito di Repubblica, che presenta una galleria d'immagini di molte testate straniere. Sono quasi sorpresi che si dia così poca rilevanza alla cosa. Sveglia! Siamo solo noi in Italia a stare dietro ad ogni cosa faccia il Papa, come Gollum appresso all'anello. Emancipiamoci.

Rizar alle ore 10:16

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lunedì, 15 ottobre 2007

Nel falò i fedeli vedono Wojtyla

Nel falò i fedeli vedono Wojtyla
(il Burbero invece nel falò ci vedrebbe volentieri anche Ratzinger...)

"Alcune foto scattate in Polonia, nel corso di una cerimonia in ricordo di Giovanni Paolo II, una preghiera intorno ad un fuoco, mostrano le fiamme che assumono progressivamente la fisionomia proprio di papa Wojtyla e molti già gridano al miracolo. La notizia è stata resa diffusa dal Vatican News Service (Vns). Il fatto è avvenuto lo scorso 2 aprile, secondo anniversario della morte di Giovanni Paolo II, durante una veglia di preghiera organizzata sulla collina Matyska, un luogo di culto non lontano da Wadowice, il paesino natale di Wojtyla, nel sud della Polonia". From Repubblica


Pensa che strano che tutti 'sti fenomeni capitano sempre a folle di devoti adoranti in contemplazione o a poveri pastorelli ignoranti e mai ad un professore di astronomia mentre esegue calcoli fattoriali... mah.

Ad ogni modo ecco un'altra serie di incomprensibili fenomeni che potrebbero far urlare ulteriormente al miracolo:

"Apparizione si presenta ad una ninfomane mentre passeggia per il bosco"



"Erotomane grida al prodigio durante un'escursione"



"Pessimista cronico scopre un segno rivelatore della sua futura giornata"



"Uomo impotente scopre che Dio ce l'ha con lui"



"Alcolista ritrova la speranza"




Vabbè, penso che il concetto che volevo esprimere sia chiaro.

Rizar alle ore 10:39

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venerdì, 25 maggio 2007

Connessioni


A volte la soluzione a dei problemi la si ritrova nelle connessioni inaspettate. Leggendo la Repubblica on-line in questi giorni, a proposito del filmato "Sex and the Vatican", mi è caduto l'occhio su quest'altra notizia, riguardante una fabbrica di bambole sessuali estremamente realistiche. Possibile che quelli di Repubblica non si siano accorti che la soluzione del problema di pederastia cattolica era proprio lì, sotto i loro occhi?


Fornire ad ogni prete la sua bambola personale potrebbe essere la soluzione:
1) Non si commette infrazione al voto di castità (non può essere considerata una donna);
2) Si preservano i bambini dagli istinti repressi dei prelati;

So cosa qualcuno di voi si sta preparando ad obbiettare: la masturbazione non è ammessa. Ma con un abile mossa dialettica da parte della Chiesa potrebbe non essere considerata masturbazione (masturbazione è auto-erotismo, e in questo caso la definizione non collima: per il suo realismo la bambola può facilmente essere considerata, se non una donna, un partner), tanto loro lo sanno come giocare coi dogmi, soprattutto se è nel loro interesse (ricordo che l'unico caso in cui il diritto canonico ammette l'aborto è per le suore stuprate in zone di guerra). Visto che quando vogliono le eccezioni alle proprie regole le sanno anche fare (se va a loro vantaggio), potranno pure ammettere l'uso di queste bambole.
Rifletteteci, non è una proposta così stupida come può sembrare.

Rizar alle ore 12:40

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lunedì, 21 maggio 2007

Dai Santoro!

Porto l’esempio della battuta di un maestro, Daniele Luttazzi, per poi dire dove voglio andare a parare. Cito a memoria:

“La Chiesa si batte contro l’uso del preservativo, nonostante Gesù, nei vangeli, non si sia mai pronunciato in proposito. Tranne, pare, in un punto, quando si lamenta del fatto che si rompano troppo spesso. Durante il sesso anale.”

Questa battuta è micidiale, terribile. Ho constatato di persona l’effetto che ha fatto sul pubblico del palazzetto di Bologna. Molte risate, molta indignazione. Ma perché funziona? Intervallata da sapienti pause ad effetto, è costituita da tre livelli. Nella prima parte si produce in un evidente paralogismo, un’argomentazione fallace: Gesù non poteva parlare dei preservativi se nemmeno esistevano. Comico, perché pare cercare di difendere una posizione (pro-preservativo) con un ragionamento troppo ingenuo. Con la seconda parte, che il pubblico si aspetta dall’arguzia del mattatore, si opera un doppio rovesciamento: contrordine, i profilattici non solo esistevano, ma Gesù li usava, in totale controtendenza con la Chiesa che si dichiara sua vicaria; ed egli se ne lamenta solo per la scarsa efficienza. Il motto di spirito potrebbe arrestarsi qui. Non solo ha già fatto ridere, ma in maniera arguta, servendosi abilmente di diverse inversioni. Ma dopo una brevissima pausa riprende, infilando la stoccata. E’ un colpo di coda, una pugnalata alle spalle, che non ti aspetti e che ti prende quando ancora ridi per la battuta precedente. Prende allo stomaco, non al cervello, come prima. E’ un pugno diretto, senza elaborate strategie. Gesù omosessuale? E’ troppo, molti non ci stanno. E’ brutale, pungente.

Ma funziona. Dal mio punto di vista una battuta che si vergogna di se stessa e cede all’auto-censura è come un coito interrotto. Manca qualcosa. Una battuta come questa libera una cattiveria che si avvicina di molto alla catarsi. E’ liberatoria, non puoi chiedere di più, non manca nulla, tutta la rabbia repressa svanisce. E’ ancora satira o è solo malignità pura, voglia di ferire gratuitamente?

Intanto bisognerebbe dire che chi si scandalizza per queste cose vive fuori dal mondo, non vede i telegiornali (persino nelle versioni più edulcolorate di casa nostra), non legge, non si informa. Ci sono cose che offendono la religiosità molto più profondamente che questa battuta la quale, è meglio ricordarlo, nasconde al suo interno l’antidoto al proprio veleno: è fondata su paralogismi dichiarati, Gesù non parla di profilattici nei vangeli e non potrebbe nemmeno farlo. Perciò è facile stemperarne la carica ragionando a freddo, tanto il suo obbiettivo l’ha raggiunto.

In secondo luogo, penso che questa carica aggressiva sia necessaria. Siamo in un periodo in cui davanti a chi dice “guarda le prove dei misfatti della Chiesa” e chi urla “è una bugia è una bugia!”, di solito si ascolta chi sbraita e accusa, piuttosto che chi pacatamente espone le sue teorie, argomentandole. Chi alza i toni ha ragione? Bene, allora li si alzino, ma poi non si nasconda il sasso gridando all’aggressione, al terrorismo. I fatti sono fondamentali ma, gli antichi retori lo sapevano bene, l’emotività è la molla che può far pendere la bilancia a tuo favore. Forse il fatto che dei bambini ne facciano le spese può spingere le persone a farsi delle domande in più.

Non sto dicendo che ci volevano un bel po’ di bimbi stuprati per far gridare le coscienze, per carità. Sto dicendo che ci vuole chi ne parla apertamente, che sia un documenatario, la BBC o Santoro. Perché può far male, può ferire, ma è necessario sapere, bisogna sbatterci il muso. Forse crollerà qualche muro o forse saranno solo poche martellate, ma è utile. Forse ci vorrà un po' di arroganza, un po' di sana incazzatura, e per questo per una volta sono contento di Santoro (la cui arroganza non mi è mai piaciuta tanto). La sinistra deve imparare ad alzare la voce contro la prepotenza, comincio a  convincermene: Micheluzzo insegnaci tu.

Ecco il perché della prima parte, quella sulla battuta. Gli shock fanno bene, aiutano. E se è utile una battuta simile, pur nella sua gratuità, figuriamoci se non lo è un filmato come “Sex crimes and the Vatican”. L’ho visto, non c’è nulla che non mi aspettassi. Verrà attaccato brutalmente come tentativo di adombrare la Chiesa (la CEI: “E’ un’infame calunnia”), si cercherà di fermarlo (la Cdl: “quel filmato non deve andare in onda”). Nel caso Santoro non riesca a portare avanti la sua battaglia per parlarne ad AnnoZero (ma se così fosse saremmo davvero messi male), io ve lo linko: Sex crimes and the Vatican.

Sempre parafrasando Luttazzi: informare non ha mai fatto male a nessuno, nascondere la verità spesso sì.

Rizar alle ore 10:31

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sabato, 31 marzo 2007

Le future battaglie di Bagnasco

Dopo aver rilevato il posto di Ruini alla CEI, Bagnasco accosta le coppie di fatto a pedofili e incestuosi:

"viene a cadere il criterio antropologico dell'etica che riguarda la natura umana, che è anzitutto un dato di natura e non di cultura (??? L'etica è un dato naturale? Davvero una strana concezione...) [...] si perde la concezione corretta autotrascendente della persona umana, non vi è più un criterio di giudizio per valutare il bene e il male e quando viene a cadere un criterio oggettivo per giudicare il bene e il male (criterio che solo la Chiesa possiede evidentemente, e noi stupidi che cerchiamo di disfarcene...), il vero e il falso, ma l'unico criterio o il criterio dominante è il criterio dell'opinione generale, o dell'opinione pubblica, o delle maggioranze vestite di democrazia allora è difficle porre dei paletti". Repubblica.

Interrogato sulle sue prossime battaglie, l'indomito cardinale risponde:

  • "Abbatterò Internet"
  • "Assurgerò ad overlord globale"
  • "Distruggerò questo pianeta del cazzo!"
  • "Fonderò un nuovo pianeta abitato solo da uomini anziani, caucasici e con la calvizie incipiente"
  • "Ucciderò Dio e prenderò il suo posto, ultimamente si è rammollito"
  • "Toglierò i programmi della DeFilippi dalla tv (ma questo non ve lo posso promettere)" 

Rizar alle ore 14:46

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sabato, 17 febbraio 2007

Riflettiamo


Mi accodo. Bravi ragazzi.

Rizar alle ore 17:48

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