domenica, 27 luglio 2008
La situazione Papabanner
Ho letto tutti i 184 commenti. Grazie, anche perché sono quasi tutti di solidarietà, a parte 4. Grazie per il passaparola e le segnalazioni. Vorrei mettere in chiaro solo alcune cose però.
Non chiedetemi di prendermela con il web hosting. Era uno spazio pubblico datomi dalla mia Università, e quindi è normale che, sentendosi coinvolti in qualche modo, hanno deciso di bloccare il tutto. Sono stati un po’ vigliacchetti, visto che non hanno aspettato che un giudice si pronunciasse, ma non gliene faccio una colpa. Ho sbagliato a metterlo lì ma, a mia discolpa, due anni fa non avevo idea che avrebbe avuto successo né tantomeno che mi arrivassero delle minacce di denuncia. In più non è assolutamente calunnioso o diffamatorio. Ma quel che è fatto è fatto, lo sposterò altrove, su uno spazio privato. Non ditemi di prendermela col web hosting, vi prego. Il problema sta a monte: da chi minaccia a chi, la polizia postale, si muove in maniera del tutto ufficiosa solo per via di una “pressione”.
Vi chiedo inoltre di abbassare i toni. Espressioni come “vaticano in fiamme” non portano acqua al nostro mulino. Ci inquadrano in una posizione ideologica facilmente attaccabile. Io non voglio questo. Ho le mie idee sulla Chiesa e la religione, ma QUESTA battaglia, quella del Papabanner, è eminentemente una battaglia per la libertà d’espressione. Non mischiamo le cose. Io non sono responsabile dei commenti e non li voglio moderare, quindi non peggiorate la mia situazione, grazie.
Mi sto organizzando per aprire una nuova pagina dedicata solo ai banner. Sto pensando di usare Wordpress: è inutile comprare dominio e hosting per uno spazio così piccolo. D’altronde deve solo ospitare dei bannerini. Vi terrò informati.
I commenti contrari confermano il solito trend ottuso-accusatorio (quando non offensivo), che ha caratterizzato gli oppositori del banner fin dagli inizi. Ecco i 4 discordi sui 184 commenti:
1) “Quello che è scritto nel banner E' FALSO!
Benedetto XVI non ha mai dichiarato nulla di tutto ciò.”
Anima candida. Come se tutto quello che si dicesse dovesse essere vero per forza. La satira (ma senza essere pretenziosi, anche il semplice sfottò) è fatta di iperboli, storpiature, forzature. Io non ho mai asserito che quella fosse una frase vera. Il significato era ampiamente spiegato. L’interpretazione letterale è una forzatura fatta in mala fede. Ahhh... ma cosa lo spiego a fare?
2) “Anche io manifesto la mia libertà di espressione: e dico che siete voi i primi censuratori... siete voi che dite sempre che la chiesa non deve parlare delle cose di cui voi non siete d'accordo
Derya”
Ridicolo. Dire che qualcuno non dovrebbe parlare senza avere i mezzi per dare seguito all’affermazione non è censura. Mentre la Chiesa lo dice e lo sa anche mettere in pratica (o ha chi lo fa prontamente per suo conto). Dare a noi dei censuratori è semplicemente idiota. Tant’è che nemmeno vogliamo che la Chiesa stia zitta. Ci basta il diritto di criticarla come critichiamo qualunque altra cosa. Ma già questo lo si vede come un vilipendio. Invece è libertà di espressione.
3) “Quando avrai il coraggio di pubblicare dei banner contro i regimi totalitari buoni come Cuba, Cina, Iran, con tanto di pena di morte annessa, ti farò i complimenti.E' facile fare i galletti qui.Però non farti ospitare da server Americani, anche loro sono dalla parte dei cattivi.”
Argomento capzioso. Secondo questo tizio non si può criticare qualcosa se c’è qualcosa di peggio al mondo. Ma chi stabilisce la gerarchia? E’ peggio la Cina o il Nord Corea? E se decidiamo che è peggio la Corea, allora non possiamo parlare male della Cina senza prima aver criticato la Corea? E’ chiaro che così non si può più parlare di nulla.
Secondo: evidentemente non è così facile fare i galletti nemmeno qua, visto le minacce che ti fioccano addosso.
4) “Ho letto questa serie di commenti e, a parte le lucide analisi di Giacomob,le cagate sono ormai dappertutto, (come l'immondizia di Napoli)...
1. BXVI e' un uomo pubblico, si, e come tale non si dovrebbe dire "il papa (minuscolo, mi raccomando...)condanna questo blog" semplicemente perche' non e' vero...Altrimenti basterebbe mettere una foto hard e dire che il Burbero (oramai personaggio pubblico) fa le stesse cose--> Sarebbe satira? se si siamo proprio alla frutta...
2. Ogni volta che si parla del Papa si parla, con grande coraggio, dei preti pedofili...peccato che siano pochi(10?100?) rispetto ai tantissimi che, se non ci mettiamo il paraocchi, vediamo lavorare coi giovani, negli oratori, nelle scuole (basterebbe pensare dove sono stati i ragazzi da quando sono finite le scuole...). Ma tant'e', fa sempre + rumore un albero che cade che una foresta che cresce...per fortuna che questi alberi crescono da + di 2000 anni...nonostante banner del menga...Coraggio, fra 50 anni sara' tutto finito
P.S. Poi vorrei conoscerle "le pressioni ecclesiastiche" di questo VatiKano... Pagine e pagine di vomitanti insulti derivanti da qualcuno che ha detto che qualcun altro (non precisato) gli ha chiesto di intervenire .. Cosa hanno minacciato? che non danno piu' l'assoluzione al Burbero?... Fate ridere, questa si che e' satira”
Questo è talmente puerile che non vale nemmeno la pena di commentarlo. Ovviamente non esiste che degli uomini pubblici si debbano dire solo cose vere, se no non esisterebbe la satira. Ma questo è pacifico.Tra l’altro in materia di diffamazione la legge italiana fa chiaramente distinzione tra uomini pubblici e non, specificando che è chiaro che essi hanno rinunciato ad una parte di protezione per via del loro ingresso nello spazio pubblico. Poi, il confronto con me e la foto hard non si regge affatto. A parte che non sono un uomo pubblico, non ho suggerito (anche se ironicamente) una cosa che la Chiesa non fa mai: non fanno altro che condannare libri (“non leggete Harry Potter”), film, giornali, interventi…Io mi sono solo, provocatoriamente, aggiunto alla lista. Mentre non puoi dire che faccio film hard, perché questa è pura diffamazione, senza alcun intento satirico. E’ solo un’offesa basata su un fatto che non sussite.
I preti pedofili li lascerei stare. E’ vero che non si può condannare la Chiesa per il comportamento dei singoli preti, ma forse ci si potrebbe interrogare sulle cause di una deviazione così stranamente frequente (ad esempio: la castità e il celibato sono davvero necessari ad un prete?). Ad ogni modo il problema è che certe cose le dovrebbero combattere anche loro dall’interno, invece di cercare di nasconderle come hanno fatto, il buon Ratzinger in testa. Il problema poi non è quello del numero dei preti pedofili ma del numero delle vittime. Cento pedofili non vuol dire cento vittime, ma molte di più.
Il p.s. poi non so come interpretarlo. Davvero non ha capito dopo una settimana che non parlo d’altro? Cos’hanno minacciato?Di DENUNCIARMI PER DIFFAMAZIONE. Una cosa maledettamente più concreta dell’assoluzione. E’ chiaro adesso?
Rizar alle ore
12:49
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