mercoledì, 01 ottobre 2008

Video Musicale dell'anno!

Video Musicale dell'anno!

Rizar alle ore 11:30

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venerdì, 26 settembre 2008

Rigurgiti fascisti

In questi pochi mesi dall'insediamento del governo Berlusconi, non sono solo le solite leggi vergogna ad personam che dovrebbero preoccupare. Forse sarò allarmista io, ma mi chiedo se altri come me abbiano notato un certo ritorno di fiamma per il fascismo, nel senso che piano piano, sta andando incontro a piccole saltuarie riabilitazioni, tanti tasselli che nell'insieme disegnano un quadro per nulla rassicurante.

Stavo già pensando di scriverne qualcosa, quando la spinta che mi mancava me l'ha data un articolo sulla Gazzetta on-line, un'intervista ad Abbiati il cui titolo era "Il fascismo non sia tabù". Esternazioni di questo genere mi fanno letteralmente rabbrividire. Se i tuoi valori sono Patria, Ordine e Religione non per questo devi essere fascista. Ancora peggiore forse il giornalista che lo descrive come un uomo che "non ha paura di metterci la faccia, mai". Suona come un'attestazione di coraggio e non di pericolosa ignoranza. Sono d'accordo con Abbiati su un punto: se il fascismo non fosse un tabù e se ne parlasse di più forse non verrebbero fuori tutti questi ragazzi confusi e ignoranti sulla storia recente del nostro paese.

Ad ogni modo non mi sorprende che uno così (da immaginarsi il grado di istruzione) sia fascista. Quello che mi preoccupa è lo Zeitgeist che da questo articolo emerge. E non solo da questo.

E' chiaro come il sole che leggi come il reato di clandestinità (per cui un italiano e un clandestino a parità di reato prendono pene diverse) sono xenofobe e razziste. Così come non avevamo bisogno di sentire l'apologia di LaRussa in onore dei caduti di Salò durante la festa per i partigiani, o le patetiche distinzioni di Alemanno tra fascismo e leggi razziali. Che questi figuri sguazzassero in parlamento e nei centri di potere lo sapevamo, li si è anche votati. 

Il problema è la faccia tosta con cui a più riprese e sempre più spesso questa difesa del ventennio viene fuori sui media, senza destare la minima indignazione. Gli ex-partigiani evidentemente sono tutti morti, chi è vissuto in quel periodo anche, oppure ha perso la memoria, si da il caso che nessuno dice nulla.

Com'è possibile che un ministro possa dire certe cose, con il presidente della Repubblica che lo contraddice ma che si affretta a spiegare che non c'è polemica? In un paese dove l'apologia di fascismo è reato costituzionale, un ministro simile dovrebbe dimettersi subito. Com'è possibile che non siamo in grado di insegnare ai nostri ragazzi che quella è una delle pagine più nere della nostra storia e che si può essere patriottici senza essere fascisti? Come si può permettere la riapertura di un circolo storicamente fascista come il Cuore Nero di Milano, con la polizia che li difende da un giusto moto d'indignazione popolare, e con la scusa che "se quelli di estrema sinistra hanno i loro centri perchè non devo averli pure loro"? Com'è che Fini (dico Fini!) viene accusato dalla base del partito di essere un voltagabbana per aver ammesso che i valori dell'anti-fascismo sono alla base della Repubblica Italiana?

Insomma le singole occorrenze di per sè non sono così strane, ma il quadro complessivo è disarmante. Non so quante altre di queste uscite ho dimenticato di menzionare, ma mi sento piuttosto preoccupato per la deriva che stiamo prendendo.

AGGIORNAMENTO (01.10.2008): Manco a farlo apposta: almeno Repubblica se n'è accorta che c'è uno "strano vento"...

Rizar alle ore 12:08

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venerdì, 08 agosto 2008

Il ritorno del Papabanner

E' TORNATO



Bene, scusate per tutto il tempo che vi ho fatto attendere (oh, anche io vado al mare!). E' on-line la nuova casa del Papabanner:

http://papabanner.wordpress.com/

Potete riprendervi il vostro beneamato bannerino e dimostrare che non è così facile farci stare zitti. Per ora ci sono ancora i due vecchi, ma tenete d'occhio il nuovo sito, presenterò un concorso per i nuovi banner e per un header simpatico per la nuova casa del Papabanner.

Mi raccomando leggete bene le istruzioni sul nuovo sito.

Ancora grazie a tutti per il supporto.

Rizar alle ore 10:23

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domenica, 27 luglio 2008

La situazione Papabanner

Ho letto tutti i 184 commenti. Grazie, anche perché sono quasi tutti di solidarietà, a parte 4. Grazie per il passaparola e le segnalazioni. Vorrei mettere in chiaro solo alcune cose però.

Non chiedetemi di prendermela con il web hosting. Era uno spazio pubblico datomi dalla mia Università, e quindi è normale che, sentendosi coinvolti in qualche modo, hanno deciso di bloccare il tutto. Sono stati un po’ vigliacchetti, visto che non hanno aspettato che un giudice si pronunciasse, ma non gliene faccio una colpa. Ho sbagliato a metterlo lì ma, a mia discolpa, due anni fa non avevo idea che avrebbe avuto successo né tantomeno che mi arrivassero delle minacce di denuncia. In più non è assolutamente calunnioso o diffamatorio. Ma quel che è fatto è fatto, lo sposterò altrove, su uno spazio privato. Non ditemi di prendermela col web hosting, vi prego. Il problema sta a monte: da chi minaccia a chi, la polizia postale, si muove in maniera del tutto ufficiosa solo per via di una “pressione”.

Vi chiedo inoltre di abbassare i toni. Espressioni come “vaticano in fiamme” non portano acqua al nostro mulino. Ci inquadrano in una posizione ideologica facilmente attaccabile. Io non voglio questo. Ho le mie idee sulla Chiesa e la religione, ma QUESTA battaglia, quella del Papabanner, è eminentemente una battaglia per la libertà d’espressione. Non mischiamo le cose. Io non sono responsabile dei commenti e non li voglio moderare, quindi non peggiorate la mia situazione, grazie.

Mi sto organizzando per aprire una nuova pagina dedicata solo ai banner. Sto pensando di usare Wordpress: è inutile comprare dominio e hosting per uno spazio così piccolo. D’altronde deve solo ospitare dei bannerini. Vi terrò informati.

I commenti contrari confermano il solito trend ottuso-accusatorio (quando non offensivo), che ha caratterizzato gli oppositori del banner fin dagli inizi. Ecco i 4 discordi sui 184 commenti:

 1) “Quello che è scritto nel banner E' FALSO!
Benedetto XVI non ha mai dichiarato nulla di tutto ciò.”
Anima candida. Come se tutto quello che si dicesse dovesse essere vero per forza. La satira (ma senza essere pretenziosi, anche il semplice sfottò) è fatta di iperboli, storpiature, forzature. Io non ho mai asserito che quella fosse una frase vera. Il significato era ampiamente spiegato. L’interpretazione letterale è una forzatura fatta in mala fede. Ahhh... ma cosa  lo spiego a fare?

 2) “Anche io manifesto la mia libertà di espressione: e dico che siete voi i primi censuratori... siete voi che dite sempre che la chiesa non deve parlare delle cose di cui voi non siete d'accordo
Derya”
Ridicolo. Dire che qualcuno non dovrebbe parlare senza avere i mezzi per dare seguito all’affermazione non è censura. Mentre la Chiesa lo dice e lo sa anche mettere in pratica (o ha chi lo fa prontamente per suo conto). Dare a noi dei censuratori è semplicemente idiota. Tant’è che nemmeno vogliamo che la Chiesa stia zitta. Ci basta il diritto di criticarla come critichiamo qualunque altra cosa. Ma già questo lo si vede come un vilipendio. Invece è libertà di espressione.


3) “Quando avrai il coraggio di pubblicare dei banner contro i regimi totalitari buoni come Cuba, Cina, Iran, con tanto di pena di morte annessa, ti farò i complimenti.E' facile fare i galletti qui.Però non farti ospitare da server Americani, anche loro sono dalla parte dei cattivi.”
Argomento capzioso. Secondo questo tizio non si può criticare qualcosa se c’è qualcosa di peggio al mondo. Ma chi stabilisce la gerarchia? E’ peggio la Cina o il Nord Corea? E se decidiamo che è peggio la Corea, allora non possiamo parlare male della Cina senza prima aver criticato la Corea? E’ chiaro che così non si può più parlare di nulla.
Secondo: evidentemente non è così facile fare i galletti nemmeno qua, visto le minacce che ti fioccano addosso.


4) “Ho letto questa serie di commenti e, a parte le lucide analisi di Giacomob,le cagate sono ormai dappertutto, (come l'immondizia di Napoli)...
1. BXVI e' un uomo pubblico, si, e come tale non si dovrebbe dire "il papa (minuscolo, mi raccomando...)condanna questo blog" semplicemente perche' non e' vero...Altrimenti basterebbe mettere una foto hard e dire che il Burbero (oramai personaggio pubblico) fa le stesse cose--> Sarebbe satira? se si siamo proprio alla frutta...
2. Ogni volta che si parla del Papa si parla, con grande coraggio, dei preti pedofili...peccato che siano pochi(10?100?) rispetto ai tantissimi che, se non ci mettiamo il paraocchi, vediamo lavorare coi giovani, negli oratori, nelle scuole (basterebbe pensare dove sono stati i ragazzi da quando sono finite le scuole...). Ma tant'e', fa sempre + rumore un albero che cade che una foresta che cresce...per fortuna che questi alberi crescono da + di 2000 anni...nonostante banner del menga...Coraggio, fra 50 anni sara' tutto finito
P.S. Poi vorrei conoscerle "le pressioni ecclesiastiche" di questo VatiKano... Pagine e pagine di vomitanti insulti derivanti da qualcuno che ha detto che qualcun altro (non precisato) gli ha chiesto di intervenire .. Cosa hanno minacciato? che non danno piu' l'assoluzione al Burbero?... Fate ridere, questa si che e' satira”
Questo è talmente puerile che non vale nemmeno la pena di commentarlo. Ovviamente non esiste che degli uomini pubblici si debbano dire solo cose vere, se no non esisterebbe la satira. Ma questo è pacifico.Tra l’altro in materia di diffamazione la legge italiana fa chiaramente distinzione tra uomini pubblici e non, specificando che è chiaro che essi hanno rinunciato ad una parte di protezione per via del loro ingresso nello spazio pubblico. Poi, il confronto con me e la foto hard non si regge affatto. A parte che non sono un uomo pubblico, non ho suggerito (anche se ironicamente) una cosa che la Chiesa non fa mai: non fanno altro che condannare libri (“non leggete Harry Potter”), film, giornali, interventi…Io mi sono solo, provocatoriamente, aggiunto alla lista. Mentre non puoi dire che faccio film hard, perché questa è pura diffamazione, senza alcun intento satirico. E’ solo un’offesa basata su un fatto che non sussite.
I preti pedofili li lascerei stare. E’ vero che non si può condannare la Chiesa per il comportamento dei singoli preti, ma forse ci si potrebbe interrogare sulle cause di una deviazione così stranamente frequente (ad esempio: la castità e il celibato sono davvero necessari ad un prete?). Ad ogni modo il problema è che certe cose le dovrebbero combattere anche loro dall’interno, invece di cercare di nasconderle come hanno fatto, il buon Ratzinger in testa. Il problema poi non è quello del numero dei preti pedofili ma del numero delle vittime. Cento pedofili non vuol dire cento vittime, ma molte di più.
Il p.s. poi non so come interpretarlo. Davvero non ha capito dopo una settimana che non parlo d’altro? Cos’hanno minacciato?Di DENUNCIARMI PER DIFFAMAZIONE. Una cosa maledettamente più concreta dell’assoluzione. E’ chiaro adesso?

Rizar alle ore 12:49

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sabato, 26 luglio 2008

Intervista

Wow, 178 commenti (finora) in 5 giorni. Sono quasi commosso. Domani mattina li leggerò uno per uno. Prometto. Anche gli insulti.

Per ora vi segnalo semplicemente l'intervista che ho rilasciato a Vincenzo Ricchiuti di Giornalettismo, per chi fosse interessato. E' stato molto gentile e giuro che non mi ha censurato. Anche se non capisco perchè ha voluto forzare così tanto questo accostamento a Ferrara... mah. Probabilmente voleva capire se si tratta di cieca ideologia o se è più un fatto di libertà d'espressione. E' chiaro che è per la libertà di espressione, non c'era bisogno di essere così contorti.

Questo è un post di solidarietà della UAAR: http://www.uaar.it/news/2008/07/23/censurati-i-papabanner/

Questo invece è una puntata di Post-it (web informazione di c6.tv) dedicata alla vicenda del Papabanner. Grazie per l'attenzione ragazzi.


Rizar alle ore 21:01

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lunedì, 21 luglio 2008

Denuncia per il Papabanner 2

Allora. Ho poi approfondito la questione Papabanner censurato con la polizia (il ritardo è dovuto alla mia difficoltà nel collegarmi). Vengono fuori due cose, una rassicurante, una inquietante. La prima è che non c’è una vera denuncia come mi era stato detto, ma solo la minaccia di una possibile azione legale, ovvero qualcuno ha contattato la polizia e gli ha detto che avrebbe potuto procedere se la cosa non rientrava. La questione inquietante è che io pensavo che a farlo fosse stato uno di quei mitomani senza nulla da fare se non venire ad insultarmi sul blog. Invece si tratta della Chiesa stessa. Esatto. Questo spiega molte cose, come ad esempio il perché la polizia non li ha mandati al diavolo per questa sciocchezza.

La polizia postale mi ha detto che non c’è una vera denuncia, ma che “esponenti della Curia” li hanno contattati manifestando il loro disappunto ed eventualmente dichiarandosi pronti a denunciarmi. Così la polizia ha avvisato il servizio di web hosting che ha prontamente bloccato tutto.

Perciò sulla mia testa pende la minaccia della denuncia della Chiesa. Il motivo? Sembra diffamatorio che il Papa scomunichi siti che parlano di temi laici e atei. Anime candide. Non era abbastanza chiara l’ironia: pensano che io tenti surretizziamente di far passare la falsa informazione che il Papa abbia DAVVERO scomunicato il mio blog. Chissà quanti gonzi ci sono là fuori che pensano: “ehi, il Papa ha scomunicato il blog di un signor Nessuno!”.

Ma visto che mi piace assumere, anche solo per amor di retorica, che nessuno sia così stupido, vediamola sotto un altro rispetto: forse che il problema non sia magari la DIFFUSIONE del banner? Ci sono più di 500 siti che l’hanno esposto e ricevo ogni settimana nuove adesioni. Sono onorato che la cosa li abbia disturbati. Perciò è facile: si contatta la polizia e gli si dice: “questa cosa non ci garba”, quelli lo dicono al web hosting: “guardate che la Chiesa potrebbe denunciare un vostro cliente” e quegli altri bloccano subito tutto, non sia mai che finiscano anche loro nelle grinfie di Bagnasco. Semplice. L’autore è un povero studente spiantato che ha fatto una ragazzata, lo si intimorisce e la smette, il banner poi ormai è scomparso.

Tutto vero. Era una ragazzata. Però queste cose mi fanno uscire dai gangheri: l’arroganza dell’intimidazione (“figurati se questo ha i soldi per pagarsi un avvocato e rischiare il processo”) e la censura della libertà di espressione.

Il poliziotto mi ha detto che non succederà nulla se le cose rimangono come adesso, ma che io sono libero di rimettere il banner, sapendo però che c’è qualcuno che potrebbe denunciarmi per questo. Questa non è proprio censura in effetti, ma un modo tutto italiano di ottenere lo stesso risultato: non è che ti impediamo di fare una cosa, tu la puoi fare, ma sappi che se lo fai dovrai vedertela con gente molto più potente di te che, magari anche a torto, può vincere in tribunale perché si può permettere dei buoni avvocati.

Sposterò i banner su un server americano, li renderò a prova di “ambiguità”, darò al banner una pagina tutta sua fuori da questo blog (se la merita) e scriverò a tutti i siti che si schierano dalla parte dei laici e a quelli che combattono per la libertà di espressione. Non che mi aspetti assistenza giuridica, non sono un martire e questo non è un grande caso. Ma mi basta il passaparola e l’indignazione di quanta più gente è possibile. Sono sicuro che se avessi il sostegno (anche solo verbale) di molte associazioni gli passerebbe la voglia di intimidirmi.

Per questo, se voleste segnalarmi nei commenti a questo post qualunque sito/associazione che difende i diritti d’espressione e la libertà di parola (o qualunque sito in generale pensate possa essere interessato a questo caso), sarò lieto di mandare anche a loro una copia della lettera che sto preparando con la mia storia.

 

Grazie ancora a chi mi ha espresso solidarietà.

Rizar alle ore 11:12

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giovedì, 17 luglio 2008

Denuncia per il Papabanner

Oggi mi è successa una cosa strana, che mai mi sarei aspettato. Sono stato denunciato per il Papabanner e, come forse alcuni si sono accorti, esso è sparito da tutti i siti. E stavolta non per un server down qualche ora.
Ecco la storia, in forte ritardo vista la mia poco frequente comparsa su internet. Ringrazio  il buon Marco per essersi subito indignato e aver sparso la voce  (103  punti su OkNotizie non è male).

I DATI DI FATTO: da poco più di due anni faceva bella mostra di sè su questo blog un piccolo banner che avevo chiamato "Papabanner". L'avevo messo a disposizione di chiunque volesse copiarlo anche nel proprio sito, attraverso il codice html. Più di 500 siti da quel momento hanno sposato la mia modesta iniziativa, nata un po' per gioco.
Il banner rappresentava Ratzinger (una foto originale, non manipolata), con una scritta che diceva "Il Papa condanna questo blog" o, in un'altra versione, "Sito scomunicato".
I motivi di questo banner li spiegai in questa pagina. Mi sembra chiaro, a parte il tono ironico, il significato: il banner etichetta in modo goliardico il sito come un luogo in cui si esprimono opinioni (filosofiche, politiche, chiamatele come volete) DIFFORMI da quelle della Chiesa Cattolica (si parla quindi di semplice diritto di critica). Le posizioni della Chiesa sono rappresentate dal Papa, suo principale rappresentante, solo per sineddoche, non si tratta di un attacco personale.
Il tono goliardico è dato dalle frasi.  E' ovvio, che non si tratta di frasi da me falsamente attribuite al Papa col malizioso intento di spacciarle per vere ai poveri gonzi là fuori, nessun sano di mente credo arriverebbe a pensare questo. La ragione viene dai metodi da crociata (per non dire da inquisizione) con cui molti esponenti della Chiesa, come Bertone o Bagnasco, stigmatizzano senza mezzi termini ciò che non li compiace, dando delle assassine alle donne che abortiscono solo per dirne una delle più infami. Mi pareva simpatico autoscomunicarmi per il mio ateismo filosofico e il mio laicismo politico, e così inserirmi idealmente tra le persone invise alla Chiesa.

Insomma, per farla breve, questo Papabanner non voleva offendere nessuno e, anche sforzandosi, non credo si possa attribuirgli più significati di quelli esposti (che tra l'altro erano già ben spiegati a suo tempo nell'apposita pagina): diritto di critica e un po' di ironia. Se uno invece è d'accordo col Papa, perfetto, che non si prenda il banner, non c'è bisogno di insultarmi come molti hanno fatto, attaccandomi personalmente, offendendo me e i miei congiunti. Dei veri cristiani!

Per farla ancora più breve, qualcuno mi ha denunciato per questo. E il Papabanner è sparito.

I FATTI NON ACCERTATI: Non so bene cosa sia successo. Quello che so è che oggi mi ha chiamato una persona che si occupa della gestione dell'hosting su cui si trovava il banner, dicendomi che la polizia li aveva contattati, parlando di una denuncia, e che mi avevano bloccato lo spazio web, oscurando perciò il banner. Lì per lì sono rimasto basito, non sono riuscito a fare una serie di domande che mi si sono accavallate nella mente solo dopo, l'unica cosa di cui sono riuscito a discutere era che reato mi si contestava, dato che ci vuole del buono per cavare un insulto dal banner, figuriamoci un reato. Il tizio è stato comprensivo "eh, guardi, in effetti anche per me...".
Ciò che ora mi chiedo è: è la polizia che ha chiesto all'hosting di  bloccarmi? Non mi pare probabile. Quello che mi pare più probabile è che la polizia li abbia contattati, avvisandoli del fatto che c'era una denuncia a carico di uno che usava quello spazio e, tra il vedere e il non vedere, abbiano deciso di bloccarmi per evitare di passare eventuali casini. I cagasotto. Ma questa fantomatica denuncia non è arrivata a me, la polizia non si è ancora fatta sentire, quindi suppongo e spero che vi si siano fatti una risata su e l'abbiano scaricata nel cesso.
Dubito infatti che la cosa avrà seguito, almeno da parte della polizia, mi sembrerebbe strano. Se fosse così semplice sbarazzarsi dei siti che non ci piacciono saremmo tutti lì a denunciare il sito che insulta Berlusconi, Prodi, Veltroni, Bush (e per ognuno di questi ce n'è a pacchi, anche di pesantissimi) o qualunque capo di stato ci stia simpatico, ottenendone immediatamente l'oscuramento. Ricordo che ci sono fior di siti che danno del nazista a Ratzinger! Perchè non denunciare quelli?
Ad ogni modo che ci siano dei mitomani che non hanno altro da fare se non denunciare chi non gli piace, mi pare piuttosto grave. Mi piacerebbe molto sapere nome e cognome, ma non credo che la polizia me li darà.

L'IMMEDIATO FUTURO: Domani mattina cercherò di chiamare la Polizia Postale e nuovamente quelli dell'hosting per capire di più della situazione.

Ad ogni modo il Papabanner risorgerà. Penso che lo sposterò su un sito oltreoceano, gli darò una pagina dedicata al di fuori del blog e manderò una mail a tutti quelli che lo avevano, per segnalargli il nuovo banner. Ho in mente anche alcune altre cosette, come un contest di grafica per creare i nuovi Papabanner e altro.

Grazie a tutti quelli che hanno supportato il Papabanner, non abbandonatelo, risorgerà dalle sue ceneri!

Rizar alle ore 21:55

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lunedì, 14 luglio 2008

Piazza Navona

Ho detto tante volte che non stavo più gradendo come un tempo i toni estremi di Grillo (il reset, il vaffanculismo generalizzato, la satira ridotta all'affibbiare nomignoli, il sentirsi un padreterno...), così come i toni un po' superbi e arroganti della Guzzanti, che si comporta da quella che si è elevata dalla massa e guarda tutti dall'alto come a delle pecore senza cervello. Tolto che sono anche io convinto che gli italiani siano un popolo di pecoroni ignoranti, chi fa satira dovrebbe comunque rimanere un uomo/donna del popolo, e mai pretendere di elevarsi. Perchè la satira viene dal basso, se venisse dall'alto sarebbe un'altra cosa.

Ciò nonostante, considero sia la Guzzanti e Grillo delle persone intelligenti e anche se non sono proprio i miei modelli di comici preferiti (direi che sono più dalle parti di Luttazzi e del Guzzanti maschio, noto Corrado), la strumentalizzazione a cui sono andati incontro alla manifestazione di Piazza Navona è, come al solito nell'italietta berlusconiana, raccapricciante. Non sono affatto d'accordo che se la siano andata a cercare, nè che ingenuamente abbiano fatto il gioco del Nemico (non Morgoth, quell'altro...). Bisogna ricordare che il loro mestiere è quello di fare satira. E satira è quello che hanno fatto. Può piacere e non piacere, ma se si tenta di bollarla come insulti , vilipendio, o altro si commette un errore.

"Poteva risparmiarselo", perchè? La Guzzanti non è in politica, è una comica e questo fa. Il materiale scandal-politico dell'affaire Carfagna è un'occasione troppo ghiotta per uno che fa satira. Come si fa a lasciarsela sfuggire, a sorvolare? Per gli imbarazzi e le censure ci sono i giornali. La satira serve proprio a questo, a rimestare nel torbido, fin dall'alba dei tempi e da Menippo di Gadara.

Molto più tenero Grillo, che ha dato a Napolitano del "sonnacchioso" che non si accorge di quello che gli passa davanti. "Attacco al Presidente della Repubblica"! Ma per favore.

Vorrei ricordare che Berlusconi ha dato dei "coglioni" e della "spazzatura" a una gran parte di italiani, ha fatto il gesto del mitra ad una giornalista russa (paese in cui una spaventosa quantità di giornalisti vengono assassinati), insulta la magistratura giorno e notte (definendola il "cancro" del paese), ha portato al governo gente che parla di fucilli caldi e che porta i maiali nelle moschee. Ma le sue sono battute, il presidente è un uomo spiritoso. Invece chi lo fa di professione, il comico, certe cose non le può dire, quelli sono "vili attacchi". Mah.

Links:

La lettera aperta di Travaglio (uno dei pochi giornalisti degni di essere letti oggi in Italia) all'Unità, in merito alla manifestazione e alle polemiche.

L'intervento di Travaglio a Piazza Navona: Parte1 - Parte2 - Parte3

L'intervento di Sabina Guzzanti: Parte1 - Parte2

L'intervento di Beppe Grillo.

Rizar alle ore 11:58

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lunedì, 16 giugno 2008

Andrea

E' recentemente salito agli onori delle cronache un dilmma su cui mi batto da sempre (di solito nelle discussioni di cazzeggio, tipo alle cene): chiamare, o no, una femmina Andrea?

Mi spiego. L'argomentazione di molti è che Andrea sia anche un nome femminile visto che in tanti paesi, come l'America, viene usato in quel modo. Ora, a prescindere dal fatto che in America c'è gente che ha nomi assurdi solo per il fatto che i loro genitori sapevano come pronunciare il nome scelto ma non avevano idea di come si scrivesse (Shawn per l'irlandese Sean, o Antwan per il francese Antoine), l'ignoranza non è una scusa per i propri errori. Il minimo che puoi fare quando scegli il nome per tuo figlio è INFORMARTI. Non solo per una questione di correttezza, ma anche per non fare una figura di merda.

Andrea viene dal greco aner, andros (scusate se non uso l'alfabeto ellenico) il cui significato è letteralmente "uomo". Non nel senso di "essere umano", quello è anthropos, ma proprio "uomo virile", come contrapposto a ghinè, ghinaicos, che significa "donna". Ora, io non dico che bisogna per forza chiamare una femmina Gina, ma anche darle dell'uomo virile non è il massimo.

La questione non è affatto oziosa come può sembrare e, sarà che sono un semiotico, ma francamente certe cose mi fanno inalberare. Siamo tutti individualmente liberi di fare le scelte che vogliamo, ma non possiamo ignorare che le parole hanno dei significati codificati convenzionalmente. Se no possiamo infischiarcene e chiamare i nostri figli Sparagnaffete solo perchè ci piace come suona (ho sempre voluto usare questa parola, inventata da un uomo mitico). Ma così non pensiamo a nostro figlio, come tali coniugi Dal Caldo che chiamano il pargolo Alfredo (e di gente così spiritosa pare essercene parecchia), o come qualcuno (non so chi) che propose ai miei di chiamarmi Bruno sebbene si vedesse già da allora che avevo i capelli chiari.

Certo, non è giusto imporre a dei genitori di non dare quel nome alla loro figlia, ma sarebbe giusto fargli notare quanto sarebbe triste avere una figlia il cui nome significa "uomo virile". Poi se opteranno per Andreina (uomo virilino!) saranno pure cacchi loro. Però l'ignoranza produce brutte figure. Meglio esserne consapevoli,

(come si vede che non ho più esami da dare; e dire che anche qui mi sarebbe venuto da scrivere di nominalismo, semantica strutturale e cognitiva, semantica vero-funzionale, intesioni come funzioni da estensioni a mondi possibili, codice, contrattazione di significati ed enciclopedia echiana... mi sono trattenuto).

Rizar alle ore 13:32

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giovedì, 12 giugno 2008

Mix-Tapes



Mixwit

So che non sto postando da un po' per via degli esami, ma questo dovevo proprio farlo. Un sito davvero bello, per farsi i propri mix-tape.

Rizar alle ore 13:48

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