giovedì, 15 ottobre 2009

La ragione può essere una morale

"Mi sono sempre considerato un ateo tranquillo, perché l'ateismo come militanza politca mi sembrava qualcosa di inutile, ma adesso sto cambiando idea. Alle insolenze reazionarie della Chiesa Cattolica bisogna rispondere con le insolenze dell'intelligenza viva, del buonsenso, della parola responsabile. non possiamo permettere che la verità venga offesa ogni giorno dai presunti rappresentanti di Dio in terra ai quali in realtà interessa solo il potere. Alla Chiesa nulla importa del destino delle anime, Quello che ha sempre voluto è il controllo sui corpi. La ragione può essere una morale. Usiamola."

- José Saramago (premio nobel per la letteratura) intervistato da Paolo Flores D'Arcais su "Il Fatto Quotidiano" del 14 Ottobre 2009



P.S.: Einaudi ha rifiutato di pubblicare "Il Quaderno", una raccolta di scritti dal suo blog, perché vi veniva criticato Berlusconi (definito "delinquente"). Il saggio è uscito comunque in Italia, pubblicato da Bollati Boringhieri.
La motivazione addotta dalla Einaudi è stata: "l’Einaudi si ritiene libera nella critica ma rifiuta di far sua un’ac­cusa che qualsiasi giudizio condannerebbe".
Direi che ora possono benissimo cambiare il proprio logo in qualcosa di più appropriato, come questo:


L'immagine è stata creata originariamente credo da paulthewineguy, ma visto che il suo blog ha cessato di esistere segnalerò l'origine come Il Blog dello Scorfano.

Rizar alle ore 14:15

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domenica, 27 settembre 2009

Brividi.

“In una repubblica chi è la nazione? Forse il governo al potere? Beh il governo è solo un servitore temporaneo; non può determinare cosa sia giusto e cosa sbagliato e decidere chi sia un patriota e chi no. La sua funzione è obbedire agli ordini, non impartirli. Chi è allora la nazione? La stampa? No, è solamente parte della nazione. Non detiene il comando. In una monarchia la nazione è il re. In una repubblica, la nazione è la voce collettiva della gente. Ognuno di voi prendendosi la propria responsabilità, deve parlare per se stesso. È una responsabilità solenne e pesante, a cui non possono farci rinunciare le pressioni dei predicatori della stampa, del governo o degli slogan politici. Ognuno deve decidere da solo cosa sia giusto o sbagliato. Quale soluzione sia patriottica e quale no. Se ci si sottrae a questo, non possiamo definirci uomini. Andare contro le tue convinzioni significa tradire te stesso e il tuo paese, lasciarsi etichettare dagli altri. Se tu unico in tutta la nazione sceglierai una strada, giusta secondo la tua idea di giustizia, avrai fatto il tuo dovere nei confronti del tuo paese. Tieni alta la testa, non hai nulla di cui vergognarti".

- Mark Twain



"Non importa cosa dice la stampa, non importa cosa dicono i politici e la massa. Non importa se l'intero paese decide che qualcosa di sbagliato è giusto. Questa nazione è stata costruita su un principio supremo: lottare per quello in cui crediamo, quali che siano le difficoltà e conseguenze. Quando il mondo ti dice di spostarti, il tuo compito è quello di piantarti come un albero accanto al fiume della verità e dire al mondo: NO SPOSTATI TU."

- Capitan America

Rizar alle ore 17:39

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martedì, 15 settembre 2009

Sulla possibilità di definirsi atei

Esiste un'argomentazione, spesso usata anche dai non credenti, che suona più o meno così: "dichiararsi ateo è una contraddizione in termini per chi ammette solo le prove della logica e della ragione per l'esistenza di Dio, poiché così come non ci sono prove della sua esistenza non possono nemmeno esserci prove della sua non-esistenza. Ergo: non ci si può che dichiarare agnostici, sospendendo il giudizio". Per cui chi si identifica come ateo sarebbe un arrogante non meno fanatico dei credenti.

E' un'argomentazione che ho sentito spesso e la cosa che mi stupisce è che si trova per la maggior parte in bocca a dei non-credenti. Di quelli che sono sì agnostici, però si scocciano tantissimo se provi a discutere con un credente: non lo devi fare, quelli hanno le loro idee e non bisogna criticarle, ehi, non puoi startene in un angolino con la tua miscredenza come faccio io? Bè, no. A me piace discutere. E tra le altre cose sono convinto di potermi definire ateo senza problemi di logica.

Il ragionamento del primo paragrafo appare formalmente corretto ma non tiene conto di due questioni. La prima, più immediata, è che tocca a chi sostiene l'esistenza di una cosa dimostrarlo con delle prove, non ai detrattori. Cosa sarebbe stato delle teorie di Copernico se avesse detto: "Gente, secondo me è la Terra che gira intorno al Sole. Ora, dimostratemi che ho torto". Più banalmente: finché qualcuno non ci dimostrerà che esistono i vampiri, si da per scontato che essi non esistano, non che è "possibile che esistano, non lo sappiamo". Perciò gli atei non hanno bisogno di portare prove della non-esistenza di Dio, sono i credenti semmai a dover portare quelle della sua esistenza, ma se la cavano bene con la storia della Fede.
La seconda questione, quella definitiva, è che gli atei (o almeno come intendo io l'ateismo) non confutano l'esistenza di un essere soprannaturale generico (su quello sarei fortemente agnostico), ma bensì delle definizioni molto precise di divinità particolari: ad esempio il Dio cristiano.

Conosco parecchie persone che non credono in Dio ma pensano che esista una specie di energia mistica che ci lega e ci compone. Queste teorie sono difficili da confutare proprio perché queste persone, dietro richieste di chiarimento, sono abbastanza furbe da non scendere nei dettagli: "Non so bene, ma sento che non può essere tutto qui, certo non è un dio, ma esiste sicuramente un'energia...". Bòn, non ci puoi fare molto. Li liquidi dicendoti non particolarmente convinto, ma oltre a questo non puoi andare. Anche il magnetismo e la radioattività sono forze invisibili che sono poi state scoperte in seguito, chi mi dice che fra qualche anno non si scopriranno altre cose di questo tipo? Agnosticismo.

Ma il Dio cristiano è un'altra questione. E' un essere incredibilmente dettagliato, sia dai testi che ci dicono essere sacri e canonici, sia dalle dottrine introdotte in seguito per 2000 anni. E ha talmente tanti buchi di credibilità che mi stupisco come ci si possa definire agnostici nei suoi confronti. Dall'incompatibilità dell'Infinito Amore con l'Onnipotenza, a quella della Perfezione con il Disegno Divino. Ma la madre delle contro-argomentazioni cristiane è quella del "la logica di Dio non è uguale alla nostra". E' un comodo loophole che però suona come una presa in giro. Ma come? Ci fa a sua immagine e somiglianza, ci chiede di comportarci in una determinata maniera, ma poi ci dota di una logica che ci impedisce di comprendere quello che vuole da noi? Ci crea dotati di tutte le capacità per capire le leggi fisiche del mondo, tranne quello che riguarda ciò che sarebbe davvero importante? Perché darci il libero arbitrio se poi dobbiamo essere come delle macchine ed eseguire dei compiti come vuole lui anche se non li capiamo? per divertirsi a vedere chi li esegue e chi no, e poi punire questi ultimi?
Il problema della "logica differente" mi ha sempre fatto uscire dai gangheri. Non si capisce come Dio possa permettere certi massacri e poi dotarci di un cervello che ci fa indignare per quelle stesse cose. Forse allora certe cose che consideriamo "buone e sante" per la logica di Dio non lo sono affatto. Come possiamo saperlo? E' come progettare un microonde con le funzioni di un microonde ma poi sperare che ci tagli il prato, e mandarlo all'inferno se ci scongela il ragù.
Microonde: "Ehi ma che cazzo...?!"
Dio: "Se volevi andare in paradiso dovevi tagliarmi il prato"
Microonde: "Ma tu mi hai dato la competenza nello scongelare i cibi"
Dio: "Ti ho dato anche un libretto d'istruzioni"
Microonde: "Sì, per un microonde, non per un fottuto tagliaerba. Se mi avessi creato microonde e mi avessi dato un libretto d'istruzioni da tagliaerba io avrei pensato: 'ok, il mio Dio vuole questo, non sarà facile visto che sono un microonde, ma mi impegnerò con tutte le mie forze per tagliare l'erba', ma così è ingiusto!"
Dio: "Dovevi sapere che io non ragiono come te."
Microonde: "Ma Va*****o!"



Ovviamente è chiaro che la "logica differente" è solo una scusa per giustificare cose che non si possono spiegare attraverso il Dio cristiano come cercano di descrivercelo, ma ho sempre trovato ripugnante l'idea di un Dio che si prende gioco di noi. Un Dio davvero miserabile come quello, spassosissimo, di Bill Hicks che si diverte ad andare in giro a seppellire fossili di dinosauro per testare la nostra fede e vedere chi davvero crede in lui.

Rizar alle ore 10:53

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giovedì, 13 agosto 2009

Bersani e il PD senza senso.

Il mite faccione di Bersani fa già capolino nelle nostre città (o almeno, la mia è tappezzata), a due mesi dalle primarie. E, come al solito quando si tratta di comunicazione del PD, fa già sentire che qualcosa non va. Ora, premettendo che penso che la comunicazione politica sia quanto di più difficile ci sia da fare al mondo (fondamentalmente devi riuscire a promuovere ciò che la gente odia di più, è come escogitare campagne per far mangiare la merda), mi risulta difficile capire come la sinistra riesca ad indulgere in siffatti capitomboli comunicativi, come degli immancabili Tafazzi, ad ogni giro.
Lo slogan del nostro è una citazione di Vasco Rossi: “un senso a questa storia”. Qual è l'inconveniente di una simile strategia? Se io ora vi dicessi “volare oho!” a voi verrebbe subito in mente “nel blu dipinto di blu”. In termini più generali non si può estrapolare una citazione senza tenere conto del suo ambito di provenienza. Riconoscere una citazione significa anche importare non solo l'intero stock di senso (significante compreso), ma anche tutti i significanti e significati accessori. Ad esempio “volare oho!” può far venire in mente, oltre al testo completo della canzone (che magari uno finisce per canticchiarsi in testa), Modugno, la storia dell'autore, Sanremo, e qualunque ripresa possa esserne stata fatta (per esempio il fatto che il conduttore di Affari Tuoi l'ha usata per introdurre ogni puntata, facendola cantare dal pubblico).
Questa è una constatazione elementare. Ora, per chi ha familiarità con la nota canzone di Rossi, viene logico completare la frase del cartellone di Bersani con “anche se questa storia un senso non ce l'ha”. Visto che chiaramente nella metafora la “storia” è il PD, le battute si sprecano. Ma più seriamente, è possibile criticare Grillo (giustamente) e poi candidarsi alla guida di un partito definendolo, anche se indirettamente, senza senso?

Rizar alle ore 13:00

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domenica, 19 luglio 2009

Grillo e il PD

Due settimane fa Beppe Grillo si candidava alla segreteria del PD, senza nemmeno esservi iscritto. Da allora si sono avvicendate voci a favore (poche) e voci a sfavore (molte). Persino tra i grillini più convinti questa mossa è stata vista con qualche dubbio. E in effetti è forse il modo peggiore per fare il proprio ingresso in politica. Tutti lo aspettavano, era questione di poco tempo perché avvenisse, ma ha scelto l'entrata in scena più sbagliata possibile.
Chi dice che il PD non deve essere un partito “burocratizzato” e che deve permettere a chiunque prenda una tessera e raccolga le firme necessarie di potersi candidare sbaglia. Non funziona così. Quando la Serracchiani esprime l'opinione di tutto il partito dicendo che bisogna amare il PD e la sua storia (per quanto breve) sta in realtà dicendo qualcosa di molto semplice: vorreste nella vostra squadra uno che vi dice che siete scarsi, vecchi e inutili ma che giocherà con voi e vi farà vincere, ma in cambio lo dovete fare capitano, fare quello che dice lui e sbarazzarvi di tutti i giocatori che a lui non vanno? Di solito uno così al campetto non lo si fa giocare. Anche se avesse ragione. E, ammettiamolo, Grillo ha ragione e ha un programma che qualunque persona DAVVERO di sinistra non potrebbe non voler vedere attuato. Peccato che negli ultimi anni sia uscito fuori di testa e sia degenerato in un delirio di onnipotenza di cui non si vedono i confini. Qualcuno dovrebbe fargli capire che qualcun altro ha deciso di “scendere in campo” forte del consenso popolare, spinto da un medium potente (la tv in quel caso, non il web), facendo  leva sul carisma e deciso a cambiare le cose. Certo era spinto dai motivi personali che tutti sappiamo, ma almeno ha avuto la decenza di fondare un suo partito e di non saltare sul carro di qualcun altro e strappargli le briglie. Non che il PD sia di qualcuno, è bello e giusto che sia davvero un partito “democratico”, aperto a tutti. Ma ci sono anche delle regole, non solo burocratiche ma di decenza. Non te ne puoi approfittare solo perché sono gli unici che provano (non è detto che ci riescano) a fare un serio esercizio di democrazia partecipativa. Perché Grillo non si candida per fare il segretario dell'Italia dei Valori, che l'ha sempre sostenuto e spalleggiato? Ah, certo, perché l'IDV è di Di Pietro e non permette certo elezioni interne. E allora è giusto che l'unico partito che prova a dare il buon esempio (che si spera ispirerà un circolo virtuoso per la politica italiana in un futuro non troppo lontano, e questo è un atto coraggioso che un grande partito deve intraprendere) debba essere preso all'arrembaggio così?
Invece Grillo continua ad insultare ogni giorno coloro a cui chiede di accoglierlo come loro leader. Che senso ha? Si stava costruendo una buona macchina radicata nel territorio, coi comitati che vanno nelle assemblee comunali a controllare l'operato delle loro giunte, coi meet up, con la partecipazione dal basso. Un atto sacrosanto. Perché cambiare di colpo bersaglio e voler sfruttare il PD? Perché non sfruttare quel radicamento e quella delocalizzazione per gettare le basi di un proprio partito? Usando toni diversi magari. Certo, non che non ci sia gente anche più sboccata di lui in parlamento, di solito indossano delle cravatte verdi, ma gli elettori della sinistra non sono uguali a quelli che li sostengono. Io che condivido quasi ogni punto del programma di Grillo (dall'ambiente, alla pulizia del parlamento, al welfare, alla laicità) detesto i suoi metodi che portano né più né meno verso il populismo e la demagogia. Non basta la forza delle idee per giustificare l'arroganza dei metodi. Certo sempre meglio dell'arroganza dei metodi usata per dare forza alle idee, che questo governo ci propina tutti i giorni (di solito tramite il grugno di Gasparri). Però bisogna ricordarsi che Berlusconi vince perché alla gente è simpatico (qui la pelle si accappona e mille interrogativi si accavallano, ma vabbè). Se Grillo vuole piacerci deve anche imparare a piacere alla gente. Che torni a far ridere. Sicuramente le sue battute saranno meglio di quelle di Silvio. Che non insulti quelli che possono essere dei preziosi alleati. Da soli non si vince, insultando non si vince. Mi pare che la storia recente e non della sinistra almeno questo ce l'abbia insegnato.

Rizar alle ore 11:33

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domenica, 17 maggio 2009

Benny Lava rules!



Per chi non sapesse chi sia Benny Lava: questo è il celeberrimo video di Buffalax.

Rizar alle ore 16:08

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giovedì, 14 maggio 2009

Contradditorio?

Rizar alle ore 09:31

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venerdì, 08 maggio 2009

Sinossi ermetiche.

Oggi vado al seminario per dottorandi a seguire un intervento. Lungo la strada afferro sbadatamente uno di quei giornali gratuiti che vengono distribuiti in giro per strada. Metro, in questo caso. Cerco di allungare un sorriso alla signora che me lo porge (è indiana? ha quella sorta di goccia rossa tra gli occhi) e biascico un "buongiorno". Nessuno li saluta mai. Nemmeno io, s'intende. Ma ho un debole per le minoranze e gli immigrati, visto come vengono trattati qui in Italia. Mi fa sentire meno stronzo. Bene.
Comunque. Il punto è il giornale.
Di solito cii si trovano cose bellissime. Ovvio che ora non me ne ricordi nemmeno una, se non quella che mi ha spinto a scrivere adesso. Ecco. Lo sapevo.
Comunque.
Nella pagina "Stasera in tv" c'è una sinossi del film di Rete4, "Behind Enemy Lines":


Il tenente Burnett
(Owen Wilson), asso del-
l'aviazione, viene abbat-
-tuto durante una
missione di perlustrazione
in Bosnia.

Ora, potevano almeno specificare che sopravvive e che deve tirarsi fuori dai guai. Messa così, sembra una gran palla di film, tra l'altro piuttosto breve. Ci metteranno un'ora e mezza ad abbatterlo? Cristo, sembra un'Ansa, non la sinossi di un film d'azione. Boh. Capisco che hai poco spazio per farci stare il tutto. Però con 120 caratteri si può fare un pochino meglio, dai.
Oppure no.
E' più divertente così. Si può adottare come esercizio di stile. Prendi un film e con meno di 120 caratteri fanne una sinossi in stile Metro:

Star Wars - Episodio IV
In una galassia lontana lontana un ragazzo di belle speranze vuole diventare Jedi, ma il suo maestro viene ucciso.

I Predatori dell'Arca Perduta
Con immensa fatica un archeologo riesce a ritrovare un antico idolo, ma un tizio senza scrupoli glielo porta via.

Arma Letale
Un poliziotto (Mel Gibson) dal temperamento incontrollabile e dalle tendenze suicide viene messo in terapia.

Karate Kid
Un ragazzo sfigato viene brutalizzato da un gruppo di bulli che praticano il karate con un maestro privo di scrupoli.

...
Insomma si può continuare all'infinito (fondamentalmente basta prendere un avvenimento scatenante, di solito all'incipit di un film, e trattarlo come se la storia si concludesse lì).

 

Rizar alle ore 18:28

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lunedì, 04 maggio 2009

Pronostici NBA 2009 pt.2

Ok, 50% di pronostici azzeccati. E ho preso i più scontati. Sono peggio di Dan Peterson. Che LA battesse Utah era palese, che Cleveland si sbarazzazze di Detroit anche. Molto più dura è stata per Orlando con Philadelphia (ma avevo detto che per me Orlando è un bluff e questo mi pare confermato) e soprattutto per Boston, che ha sofferto in una delle serie più belle a memoria d'uomo, con degli straordinari Bulls. Non so se prenderla come un segno negativo per i miei beneamati Celtics: se hanno faticato così contro la 7° come faranno con la 3° (Orlando) o, nel caso, con la 1° (Cleveland)? La preoccupazione mi attanaglia, ma siccome sono una persona seria mi tengo il mio pronostico: Boston batte Orlando. Sorge però un dilemma, ce la farà contro Cleveland (che se la vedrà dura con Atlanta, ma che alla fine passerà)? Speriamo.
Così come avevo puntato su Wade ad est come unomo-serie, ad Ovest avevo investito molto su Brandon Roy. Mi pare che al contrario si sia dimostrato che passano le squadre meno dipendenti dalle loro stelle. Portland è giovane (e Roy anche) e avrà tempo di rifarsi. Houston a questo punto è uno squadrone e penso che potrebbe dare del filo da torcere ai Lakers. Credo invece che Denver si sbarazzerà dei Mavs, purtroppo, stoicamente sopravvissuti agli Spurs e guidati dal mio idolo Dirk. Speriamo che invece ci sia un colpo di scena ma li vedo sfavoriti.


Rizar alle ore 12:03

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domenica, 03 maggio 2009

Un post ridotto bene

Recentemente avevo parlato di comunicazione politica, anche se nel caso specifico riguardava le strategie del PD riguardo all'ingombrante figura di Berlusconi. Ma venendo a realtà più piccole e locali, pare che il problema della comunicazione politica sia davvero radicato. Insomma, faccio degli esempi che mi spiego meglio.

Io vivo a Bologna, e qui siamo in piena campagna per l'elezione del nuovo sindaco. Ma non solo, a quanto pare anche per la provincia. Da non residente a Bologna posso guardare il tutto con occhio distaccato (non mi si sta chiedendo di votare per nessuno di questi mentecatti, fortunatamente). Ma dal punto di vista comunicativo, siamo messi davvero male. Insomma, fermandosi anche solo ai cartelloni, pare che le campagne siano fatte con due spiccioli. Possibile che non si riesca a venire fuori con qualcosa di meglio?

Dal rifiuto totale di Del Bono per il suo partito (guardate i suoi cartelloni... sapreste dire lo schieramento se non lo conosceste? p.s. è del PD) al jingle da detersivo (scaricabile!! nel caso lo voleste nel cellulare!) di Morselli, dal sorriso da umarell di Pasquino al terrificante gioco di parole di Del Bono (di quelli così scemi che a leggerli sembra che ci sia qualcuno che credendosi molto arguto ti dà di gomito facendo l'occhiolino e dicendo "eh? l'hai capita, eh?"). Del Bono non pare averne imbroccata una, a parte forse il non voler usare simboli e colori del PD, probabilmente pensando che l'ombra di un partito in crisi potesse intralciarlo.

Ad ogni modo, un po' in tutta Italia i rappresentanti del PD hanno deciso probabilmente di suicidarsi politcamente, come uno stuolo di lemming, con una gara a chi presenta i cartelloni più ridicoli. Guardando allo stivale intero, Del Bono se la cava anche benino. Per il peggio del peggio io voto per Pietro Petruzzelli.

Tutto questo per arrivare al mio favorito: LUI. Un genio della comunicazione. Arrivare a ribaltare un modo di dire negativo "ridotto male" in un più che incoraggiante "per una provincia ridotta bene", è un colpo di classe!
Insomma, ho cercato un po' su internet se qualcuno aveva gli stessi dubbi miei, che erano in sostanza: essere "ridotti bene" è davvero augurabile? Certo meglio che essere ridotti male, ma insomma, mi aspetto qualcosa di più, o no? Pare infatti che non sia il solo ad averlo pensato. Ho trovato una ragazza che, nel suo blog, sintetizza con una frase il tutto: "Dobbiamo ridurci, seppur bene?". Già.

Rizar alle ore 14:36

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